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Crash Bandicoot N. Sane Trilogy – Recensione PC

Scritto da in data Luglio 3, 2018 0 534 Views

 

Crediamo sia davvero inutile, a un anno dall’uscita di questo capolavoro di filologia videoludica, starvi a ribadire quanto certosino e riuscito sia stato il lavoro di Vicarious Visions, team newyorkese che ci ha restituito una delle mascotte PlayStation più amate, e tre delle sue più belle avventure, in un unico, irresistibile pacchetto: Crash Bandicoot N. Sane Trilogy raccoglie infatti i, concedetecelo, monumentali primi tre capitoli della saga con protagonista il marsupiale più schiodato del gaming, Crash Bandicoot, Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back, and Crash Bandicoot: Warped, quelli realizzati (insieme all’ancora peccaminosamente assente – e imperdibile – Crash Team Racing) dagli alfieri del gaming moderno, Naughty Dog, team che con il suo The Last of Us, tra le tante opere degne di menzione, sta traghettando il medium tutto verso nuovi lidi.

 

Un’estate anni ’90

Crash Bandicoot N. Sane Trilogy è l’esatta riproposizione su PS4 dei tre grandi classici Crash BandicootCrash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back e Crash Bandicoot Warped, usciti sulla gloriosa, prima PlayStation. Le sensazioni, il feeling dei controlli è il medesimo dell’epoca. Nulla è stato snaturato, e nulla è stato migliorato, fatta eccezione per l’implementazione degli stick analogici, che, invero, si sono dimostrati meno affidabili della classica croce direzionale.

In particolare, i più attenti noteranno un rimaneggiamento nelle collisioni, e qualche piccolo cambiamento qua e là, ma alla fine l’esperienza è grosso modo la stessa: è sufficiente entrare nel ritmo del gioco, fare l’abitudine insomma, per capire e digerire le minuscole diversificazioni di questa riproposizione.

Per coloro che non hanno ricordo del passato, le avventure di Crash sono la quintessenza del platform nudo e crudo, caratterizzato da schemi fondati sul tempismo, che vanno studiati e imparati, in cui gli errori costano una vita, e una arrabbiatura esponenziale, ovviamente. Se c’è una cosa per la quale si va in brodo di giuggiole è l’identità assolutamente riconoscibile e accattivante. Ogni nemico, ogni ambiente è il frutto di un lavoro certosino nell’ideazione di un carisma magnetico, assurdo e vivace, reso ancora più vivo dal restauro di Vicarious Visions, impeccabile sotto praticamente qualsiasi punto di vista.

Non stiamo parlando di qualche perfezionamento: l’intero comparto grafico emana un’esplosione di brio incredibile, potenziato da un reparto audio anch’esso rimasterizzato in maniera eccezionale, musiche comprese, che rendono giustizia a quelle originali senza stravolgerle. La vegetazione poi è rigogliosa, l’illuminazione dà atmosfera, e le animazioni donano un carattere a qualsiasi entità, che sia malvagia o meno. Crash, ad esempio, è lui, lo stesso di un tempo, ancora più divertente, ancora più demenziale, e vestire i suoi panni è uno spasso.

La trilogia, tra l’altro, ci permette di ammirare la crescita della saga nel corso del tempo. Il primo capitolo risente del peso degli anni in modo marcato, a causa dei controlli talvolta inaffidabili e un design dei livelli non sempre all’altezza, e che tocca picchi di difficoltà estremamente punitivi. Le poche mosse a disposizione di certo non aiutano, e la varietà non fa gridare al miracolo.

Ciononostante, siamo rimasti folgorati dal miglioramento grafico, che dona al tutto una nuova dimensione, in parte anche al gameplay, proprio perché alcuni elementi saltano maggiormente all’occhio rispetto al passato, trasformando la visuale in qualcosa di più organico. Sia chiaro, i problemi di prospettiva permangono, dato che talvolta questa tradisce il giocatore facendolo cadere, ma sono stati levigati proprio dalla veste grafica meno confusionaria.

Passato il periodo di esclusività temporale, la N. Sane Trilogy approda finalmente su Xbox One, PC, e soprattutto, per noi che l’attendevamo con ansia, Nintendo Switch, permettendo così anche agli utenti che non hanno mai posseduto una PlayStation 1 di provare alcuni dei platform più tosti e geniali degli ultimi 20 anni.

 

Crash Bandicoot N. Sane Trilogy si presenta in forma smagliante all’appuntamento con la Master Race. Già con i soli requisiti minimi, alla portata dei migliori macinini da caffè (processore Intel Core i5-750 @ 2.67GHz o AMD Phenom II X4 965 @ 3.4GHz, 8 GB di RAM e scheda grafica NVIDIA GeForce GTX 660 2GB o AMD Radeon HD 7850 2GB), è possibile godersi il mondo di Crash come non l’abbiamo mai visto prima. Ma cominciando a salire di livello vi ritroviamo davanti ad un vero e proprio spettacolo di colori, illuminazione ed effetti ambientali. Arrivando ad Ultra, siamo riusciti ad immaginarci alla perfezione la morbidezza del pelo del pazzo bandicoot e per una volta tanto non abbiamo odiato i maledetti livelli subacquei, distratti com’eravamo dagli effetti dell’acqua.

Non importa in quale folle situazione il nostro Crash si vada a infilare, le animazioni restano sempre fluide, con un conteggio degli fps statuario se tenuto al cap di 30 fps e decisamente buono se lasciato libero di arrivare fino ai 60 (spesso raggiunti, con picchi minimi di 35 fps a seconda delle ambientazioni). Tutto questo con una conformazione PC composta da processore Intel Core i7-6700 HQ @ 2.60GHz 2.59GHz, 16 GB di RAM e scheda grafica Nvidia GeForce GTX 960M.

Le possibilità di personalizzazione dell’esperienza grafica non sono tra le più ricche, ma danno comunque abbastanza spazio di movimento, considerata la leggerezza del titolo: oltre a poter selezionare i livelli di anti-aliasing e risoluzione delle ombre, è infatti possibile attivare o disattivare sincronia verticale, motion blur, occlusione ambientale, bloom, profondità di campo e fur blur. Qualsiasi siano le capacità dei vostri PC, riuscirete sicuramente a trovare una combinazione adatta a voi.

Un’altra nota di merito va ai controlli con mouse e tastiera: Crash Bandicoot è una serie nata su PlayStation e in quanto tale ovviamente pensata per essere giocata con un controller, ma i giocatori PC più puristi troveranno che anche i loro strumenti preferiti si rivelano più che adatti alla sfida. Insomma, l’evoluzione dei marsupiali non ha portato solo un bandicoot ad indossare jeans e scarpe da ginnastica, ma anche Crash Bandicoot N. Sane Trilogy ad adattarsi perfettamente ad una nuova piattaforma: non si può desiderare di meglio per i nostri PC.

Potreste anche rimanere delusi dall’assenza di livelli inediti, i quali probabilmente arriveranno sotto forma di DLC, ma c’è da sottolineare che il pacchetto abbonda di contenuti, e non era intenzione dell’operazione proporre qualcosa di nuovo. Per il resto, siamo assolutamente soddisfatti, e lo sarete anche voi, per tante ragioni: a prescindere dalla qualità della remastered e dal legame nostalgico con il marsupiale, questo titolo dimostra come il platform sia ancora vivo, e che c’è ancora molta gente interessata al genere. Lasciarlo morire è stato uno sbaglio.

 

Conlusioni

Se ve lo siete perso lo scorso giugno, in quanto sprovvisti di PS4, ora non avete più scuse: correte a recuperare questo gioiello di filologia, che nella sua confortevole e agrodolce nostalgia ha comunque ancora tantissimo da dire, avendo retto ampiamente il peso del tempo, e non solo grazie all’eccellente lavoro di ricostruzione svolto da Vicarious Visions.

Il team ci ha stupito, donandoci sia su PC, ma anche (e più sorprendentemente) su Switch un porting eccellente: nella versione portatile in particolare, al netto di qualche fisiologico compromesso rispetto alle altre ben più potenti avversarie, si riscontra un gran bel lavoro di riadattamento, con qualche perdita in termini di dettagli e pulizia dell’immagine compensata dalla sempre gradita possibilità di giocare la Crash Bandicoot N. Sane Trilogy dovunque.

Un lavoro talmente ben svolto, al punto da suggerirvi di prendere in considerazione l’acquisto anche nel caso in cui abbiate finito un primo giro su PS4: la sola idea di poter raggiungere l’ambito 100% in ogni possibile ritaglio di tempo, anche brevissimo (complice la natura mordi e fuggi dei 3 giochi – salvo quei livelli da ripetere 40 volte per via della loro super-difficoltà), è sempre entusiasmante.

 

Versione provata PC

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Autore articolo

Fr3nkMara
Fr3nkMara
Amante della fotografia, film, videogiochi e fumetti da quando c'erano ancora videocassette e floppy disk. Amo far passare le cose che mi piacciono e mi fanno stare bene attraverso la scrittura. Do molte cose per scontate, ma non si smette mai di imparare, no?!

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