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Recensione Tourist Trophy Isle of Man – Ride on the Edge

Scritto da in data Marzo 24, 2018 0 627 Views

Una quindicina di anni fa abbiamo assistito a un cambio quasi epocale operato da alcuni dei più illustri racing games che allora si davano battaglia a suon di novità e affinamenti, Gran Turismo 4 e Forza Motorsport. Furono proprio loro a portare per la prima volta sulle vostre console la possibilità di sfidarsi sul circuito del Nurburgring, non quello lungo 4/5 km dove le attuali vetture da Formula 1 si contendono il titolo, bensì quell’anello di asfalto lungo circa 22 km che si dirama tra rettilinei lunghissimi, curve paraboliche e tratti immersi nella  vegetazione, dove una trentina d’anni fa le monoposto correvano sfiorando i guard rail prima che venisse abbandonato perché considerato troppo pericoloso. L’aggiunta di questo circuito, per quanto potesse sembrare un semplice tracciato aggiuntivo, di fatto rappresentò l’aggiunta di una nuova dimensione per i titoli racing che da allora non possono esimersi dall’includerlo nella lista di piste disponibili.

Dopo tre lustri sono cambiate tante cose, inclusa la generazione di giocatori (oggi più avvezzi a un approccio mordi e fuggi), ciononostante Kylotonn ha intrapreso una coraggiosa sfida, quella di portare sulla PS4 (e non solo) tutto il fascino del famigerato Snaefell Mountain Course.

Isle of Man

Per chi non lo sapesse, lo Snaefell Course altro non è che un tracciato di oltre 60 km, composto da 264 curve che si diramano tra stradine di campagna e vialetti alberati arricchiti da dossi, salti, edifici, incroci, muretti, spazi aperti e quanto altro rende questa pista (se si può definire tale) una delle più pericolose al mondo, come testimoniano il numero di caduti durante una gara che si manifesta annualmente dal lontano 1907.

A contendersi la competizione sono piloti che cavalcano bolidi a due e tre ruote appartenenti alle categorie Supersport, Superbike e Sidecar (questi ultimi inizialmente non inclusi, verranno integrati successivamente con un DLC), includendo marchi corredati di licenza come Honda, Kawasaki, MBW, Suter, Triumph e così via.

La struttura della gara è semplice: uno alla volta vengono fatti partire i piloti, negando quindi la possibilità di confronto diretto con gli avversari, se non nel caso di una forte disparità che vi porterà a recuperare i secondi che vi hanno separato dalla partenza precedente, i quali si esibiscono con una AI. Non sarà quindi necessario esibirvi in sorpassi al limite per aggiudicarvi una posizione migliore al traguardo.

Poco vario

La struttura della carriera è la più semplice immaginabile: scelta la prima moto, dovrete addomesticarla e guadagnare crediti a suon di risultati al fine di acquistare moto più competitive e così via. Nulla di innovativo da questo fronte, insomma. Le altre modalità includono la gara rapida e la prova a tempo, le quali non aggiungono nulla degno di nota, includendo anche una minimalista modalità multiplayer che coinvolge fino a 8 giocatori online.

Le note positive per fortuna, arrivano dal gameplay: il modello di guida è convincente, rivelandosi un buon compromesso tra l’intransigenza di una simulazione e l’immediatezza garantita dal più classico di sistema di aiuti scalabile, capace di accompagnare per mano anche coloro che non hanno mai cavalcato una due ruote virtuale. Gli aiuti comprendono l’antipattinamento, i suggerimenti per la frenata e la traiettoria, senza contare il banale ma indispensabile cambio automatico.

Ma TT Isle of Man non poteva essere solo il Snaefell Mountain Course, altrimenti si sarebbe rivelato troppo poco vario: per aiutare ad allontanare il senso di noia gli sviluppatori di Kylotonn hanno incluso altri 9 tracciati di pura fantasia, capaci di allietare la voglia di girovagare altrove, anche se si rivela troppo poco, specialmente se confrontato con le altre produzioni appartenenti al genere (come ad esempio Ride e MotoGP di Milestone).

Comparto tecnico migliorabile

Il comparto tecnico se la cava con una ottima rappresentazione dello Snaefell Mountain Course mediante l’impiego del laser scanning, in quale ha portato a una fedele riproduzione delle asperità dell’asfalto, così come ottimi sono gli effetti luminosi e i modelli poligonali delle moto. Da rivedere, purtroppo, le animazioni del pilota, specialmente durante le cadute, che non riescono proprio a convincere specie se si nota come il sistema di rilevamento collisioni spesso si riveli incoerente, e i capitomboli dopo un contatto a 300 km/h poco si discostano da una caduta dovuta a u incidente a bassa velocità.

Del tutto assente, inoltre, una qualsiasi gestione dei danni (da quella visiva a quella puramente tecnica che porterebbe a un decadimento delle prestazioni), ma a dirla tutta è quasi un bene perché vi evita di recriminare contro un sistema di collisioni incoerente e impreciso.

Chiudiamo con qualche calo di frame rate a testimoniare quanto il motore grafico dovrebbe essere ottimizzato, e con il sonoro, incapace di convincere nella riproduzione dei ruggiti delle (poche) due ruote attualmente presenti nel gioco: cavalcando una Supersport vi sembrerà di sentire una cantilena anziché l’urlo di un centinaio abbondante di cavalli meccanici.

In conclusione

Turist Trophy Isle of Man – Ride on the Edge è un coraggioso esperimento che porta i giocatori a gareggiare sul tracciato di quella che, con ogni probabilità, è la gara più pericolosa al mondo, il Toursit Trophy, che altro non è che una gara in solitaria contro il tempo lungo un tortuoso tracciato di oltre 60 km, composto da oltre 260 curve.

Il gameplay riesce nell’intento di convincere, ma una pochezza di contenuti, qualche difetto tecnico di troppo e un comparto tecnico da migliorare non riescono nell’intento di stupire, relegando la produzione a un target pubblico di nicchia.

Pregi

• Il Snaefell Mountain Course in tutto il suo fascino

• Gameplay convincente e scalabile

 

Difetti

• Tecnicamente sottotono

• Pochezza di contenuti

• Tecnicamente migliorabile

 

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 7

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