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Wreckfest: Recensione

Scritto da in data 26 Giugno 2018 0 1142 Views

L’infanzia di molti di noi potrebbe riassumersi in questa libreria di scontri d’auto. Tralasciando le inevitabili derive malinconiche che potrebbero seguire, Wreckfest ci fa tornare indietro nel passato ed in particolare:

  • nel 1995 per i più attempati di noi, ovvero anno in cui Psygnosis pubblicava Destruction Derby, titolo sviluppato da Reflections, per MS-DOS, PlayStation e Sega Saturn
  • nel 2004 per i giovani rampanti, ovvero anno in cui Bugbear Entertainment realizzava quel capolavoro di FlatOut, per PC, Xbox e PlayStation 2

Indipendentemente dalla fascia di età, Bugbear ha fatto propria l’eredità del passato e finalmente, dopo circa sei anni di travaglio e quattro anni di Early Access, Wreckfest è stato ufficialmente rilasciato su Steam.

 

STORIA

Wreckfest viene descritto come il successore spirituale della serie FlatOut e considerato come la sintesi tra quest’ultimo, Destruction Derby e Street Rod (gioco cult per MS-DOS del 1989).

Parlando della gestazione di Wreckfest, lo sviluppo del titolo, inizialmente chiamato Next Car Game, inizia del 2012, venendo per la prima volta annunciato al pubblico nell’Agosto del 2013. Solo un anno più tardi il gioco ottiene lo status di Early Access game in Steam, garantendo allo sviluppatore le risorse economiche (non reperite inizialmente durante la fallimentare campagna Kickstarter) necessarie per completare lo sviluppo.

GAMEPLAY

Wreckfest non ha la presunzione di competere a livello arcade/simulativo con i “mostri” del settore: dimenticatevi quindi le simulazioni certosine di F1, Rally o quant’altro, scordatevi i potenziamenti, le armi, il turbo dei giochi prettamente arcade.

Dove il gioco realmente eccelle è nella minuziosa riproduzione della fisica degli impatti e nella simulazione dei danni, rappresentando il ritorno in pompa magna della classica distruzione presente in titoli del passato quali FlatOut, Burnout e Ridge Racer.

Wreckfest - Recensione

Modalità di gioco

La schermata introduttiva presenta una serie di opzioni classiche, come da cliché dei giochi di guida: carrieraevento personalizzato e multigiocatore.

In totale avremo a disposizione 23 auto, 7 arene e 58 circuiti (da sbloccare durante il gioco).

Il Menù Carriera offre la possibilità di selezionare e cimentarsi in uno dei 5 campionati disponibili: Regional Juniors, National Amateurs, Challgengers, Pro Internationals e World Masters. Solo il primo campionato risulta sbloccato al primo avvio del gioco: i successivi potranno essere sbloccati guadagnando punti nelle competizioni giocabili.

Ciascun campionato prevede poi diverse tipologie di gare, ciascuna affrontabile con determinate vetture. Come per i campionati, per poter partecipare a specifiche gare dovrete completare le precedenti e raggiungere un certo livello di punteggio.

Wreckfest - Recensione

Ogni gara infine assegna punteggio in base alla posizione finale ed al raggiungimento di bonus secondari (es. macchine ribaltate, danni provocati, etc.).

Il Menù Evento Personalizzato permette di creare delle competizioni ad-hoc per eventi in single player. E’ possibile selezionare il tracciato, le auto, la tipologia di evento, la difficoltà.

Infine il Menù Multigiocatore permette di partecipare ad eventi online. Sono presenti server dedicati ed è possibile partecipare ad eventi creati da altri utenti (anche privati, protetti da password) o potrete voi creare il server che ospiterà l’evento da voi desiderato.

Gli eventi possono essere filtrati per tipologia (alcuni simili alle partite offline, altri specifici per l’online): dalla classica gara su circuito con n giri da completare in solitaria o a squadre, a quella ad eliminazione, alla modalità Ultimo Sopravvissuto (stile demolition derby, ovvero vince che rimane con l’auto ancora funzionante), per finire con i deathmatch singoli o a squadre (dove vince chi infligge il maggior numero di takedown).

Wreckfest - Recensione

Il vostro garage

Come ogni gioco di guida che si rispetti, avrete a disposizione un capiente garage dove collocare le vostre vetture, per partecipare alle differenti gare presenti. I veicoli si suddividono per tipo di trazione, regione di provenienza e classe di appartenenza (da D a A).

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All’inizio della partita avrete solamente 2 vetture: una sorta di Generale Lee (cit. The Dukes of Hazzard) ed un fantastico tagliaerba. Andando avanti nei singoli campionati sbloccherete la possibilità di acquistare delle vetture (non vi verrà regalato nulla, ma solo la possibilità di acquistare) e dei potenziamenti per le stesse. Quest’ultimi sono suddivisi naturalmente per tipologia (motore, cambio, freni, sospensioni, iniettore, radiatore, etc.).

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Ogniqualvolta acquisterete dei potenziamenti, verranno modificate le statistiche associate alla vettura (velocità, accelerazione, resistenza, tenuta, etc) e potenzialmente la classe di appartenenza.

Acquistare un determinato potenziamento non modificherà il layout della vettura (per quello ci sono gli alettoni, cerchioni, etc., del tutto inutili ai fini “prestazionali”), ciò che conta è semplicemente acquistare il pezzo più costoso.

Prima di ogni gara avrete la possibilità di intervenire sull’assetto della vettura (sospensioni, differenziale, rapporti, etc). Sebbene le opzioni siano scarse hanno comunque una certa influenza sul comportamento dell’auto.

Wreckfest - Recensione

I cirtuiti

Come detto sono presenti 7 arene e 58 circuiti (considerando anche i percorsi inversi), caratterizzati da differenti tipologie di superficie (asfalto, sterrato, misto e ghiaia). Ne avrete quindi di strada da fare. Il comportamento della vettura naturalmente varia in base alla tipologia di circuito: se asfalto è sinonimo di maggior aderenza, su sterrato sarete il re del drift.

I circuiti non sono molto lunghi: da 3 a 10 giri ed avrete finito la gara (pochi minuti reali).

Infine La maggior parte degli oggetti presenti sui circuiti sono danneggiabili (barriere, ostacoli, etc).

Wreckfest - Recensione

I danni

Vi distruggerete e tanto, d’altronde è il pezzo forte di Wreckfest e la sensazione di “distruzione” è fantastica. Ogni gara sarà una esplosione di gioia e distruzione. Se si può fare un appunto, i pezzi che perderete non andranno a scalfire le altre vetture. Ciò significa che se dovesse saltare uno sportello, nel caso in cui questo venisse colpito da un’altra vettura, quest’ultima non subirebbe danni.

Inoltre, comportamento bizzarro ma probabilmente giustificato dalla necessità di immediatezza del gioco, qualunque parte rompiate della vettura, continuerete a guidare parzialmente come se nulla fosse. Per esempio, danneggiando uno pneumatico (e spesso capita) la macchina non subirà alcuna alterazione nella traiettoria seguita.

Sempre in riferimento alle gomme, non subiranno alcuna usura durante la gara.

Wreckfest - Recensione

 

COMPARTO TECNICO

Il comparto audio è in generale di ottimo livello. Oltre ai suoni derivanti dai motori e dagli scontri, è presente una eccellente selezioni di bravi musicali (quasi tutti hard rock, heavy metal).

Il comparto grafico è altalenante: non fa gridare al miracolo per quanto concerne la qualità delle texture (nulla di imbarazzante comunque),, ma a livello di illuminazione, dettaglio dei circuiti, gestione dei frammenti e del pubblico svolge ottimamente il suo lavoro. In fin dei conti avendo una gestione della fisica e delle collisioni di alto livello, il livello di dettaglio di alcune texture è relativamente importante. I modelli delle vetture sono ottimamente riprodotti.

Infine il gioco si attesta quasi sempre sui 60fps (tranne in alcune situazioni più concitate, nulla di ingestibile comunque).

 

CONCLUSIONI

Wreckfest è stata una piacevole sorpresa: d’altronde i 4 anni di Early Access su Steam ne avevano già mostrato i pro ed i contro. Ottima dinamica delle collisioni, buon parco auto e circuiti vari, divertimento assicurato, è un titolo che merita assolutamente di essere giocato da tutti gli appassionati di demolition derby.

Voto

Autore articolo

Fr3nkMara
Fr3nkMara
Amante della fotografia, film, videogiochi e fumetti da quando c'erano ancora videocassette e floppy disk. Amo far passare le cose che mi piacciono e mi fanno stare bene attraverso la scrittura. Do molte cose per scontate, ma non si smette mai di imparare, no?!

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